Come avviare un'impresa individuale, i primi passi per…

Come avviare un'impresa individuale, i primi passi per…

La guida di Confcommercio dedicata alla ditta individuale per conoscere vantaggi e svantaggi, procedura di apertura, costi e FAQ utili.

La ditta individuale è una forma giuridica molto semplice nella quale l’attività viene svolta da un unico soggetto, il titolare dell’impresa, con l’aiuto di collaboratori o dipendenti, che possono anche essere familiari. È spesso utilizzata da chi apre una piccola attività, perché è facile da aprire e non richiede un capitale minimo iniziale o particolari formalità, salvo l’apertura della partita IVA.

Procedura per aprire una ditta individuale

La procedura per aprire una ditta individuale è relativamente semplice e può essere completata in pochi passaggi. La prima cosa da fare è scegliere la ragione sociale della ditta, ossia il nome con cui la ditta sarà identificata, che dovrà essere originale e quindi diversa da quella di altre ditte già esistenti.

Il secondo passaggio sarà presentare, solo ed esclusivamente per via telematica, la Comunicazione Unica al Registro delle imprese, che raccoglie i dati del richiedente, l'oggetto della comunicazione, il riepilogo delle richieste ai diversi Enti e la domanda d’iscrizione dedicata, nella quale l’imprenditore dovrà specificare se si stratta di un “imprenditore commerciale” (e quindi iscrivibile nella sezione ordinaria) o di “piccolo imprenditore” (che andrà invece nella sezione speciale).

La Comunicazione Unica permette di semplificare i rapporti tra le imprese e la Pubblica Amministrazione, attraverso l’utilizzo di un'unica procedura per gli adempimenti relativi alle Camere di Commercio, all’Agenzia delle Entrate, all’Inail e all’Inps. Con un unico passaggio la Comunicazione Unica permette di assolvere a tutte le formalità necessarie per costituire un’impresa:

  • attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • iscrizione nel Registro delle Imprese ed eventualmente all’Albo delle Imprese Artigiane
  • adempimenti INPS ai fini previdenziali
  • adempimenti INAIL ai fini assicurativi
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per lo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP).

Per la compilazione della Certificazione unica è possibile rivolgersi ad un intermediario, quindi un commercialista o un'associazione di categoria, oppure procedere in autonomia. Per inviare le pratiche è indispensabile utilizzare i seguenti software:

Sarà inoltre necessario avere:

  • una casella di Posta elettronica certificata (PEC) come domicilio elettronico dell’impresa (qui un elenco completo dei gestori);
  • un dispositivo per la Firma digitale del titolare dell’impresa o del suo delegato.

Costi di apertura e gestione di una ditta individuale

I costi di apertura di una ditta individuale sono relativamente bassi e possono essere suddivisi in due categorie:

  • costi fissi, da sostenere una sola volta, come ad esempio:
    • imposta di bollo;
    • diritti di segreteria della Camera di Commercio;
    • diritto camerale, che varia a seconda del Comune in cui si trova la sede della ditta.
  • costi variabili, che cambiano a seconda dell'attività esercitata, tra cui:
    • Attestazione di inizio attività (AIA), se l'attività esercitata è soggetta ad autorizzazione;

    • registrazione al SUAP, se l'attività esercitata è soggetta a SCIA.

I costi di gestione variano a seconda dell'attività e della dimensione dell'impresa. I principali sono:

  • Tasse e contributi, che sono obbligatori per tutte le imprese. Le tasse includono l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), l'imposta sul valore aggiunto (IVA) e le imposte locali. I contributi includono i contributi previdenziali e i contributi assistenziali.
  • Spese di gestione ordinaria, che includono l'acquisto di beni e servizi necessari per l'attività, come ad esempio:
    • acquisto di beni di consumo, come ad esempio materie prime, materiali di consumo e attrezzature;
    • spese di pubblicità e marketing;
    • spese di trasporto e logistica;
    • spese di personale, se si assumono dipendenti;
    • spese di ufficio, come ad esempio bollette, affitti e utenze.

Tasse e regime fiscale

Per sapere quali tasse deve pagare una ditta individuale dobbiamo prima sapere quale regime fiscale ha adottato. Con partita IVA in regime ordinario bisognerà ad esempio versare l’IRPEF, l’Imposta sulle persone fisiche, che aumenta a seconda del reddito e parte da un’aliquota minima del 23% fino ad un’aliquota massima del 43% e l'IVA, al 22%. Con il regime forfettario, al posto dell'IRPEF, avremo invece una tassazione agevolata al 15%, che per le nuove attività scende al 5% per i primi cinque anni. Tuttavia il regime forfettario non consente la detrazione delle spese effettivamente sostenute, ma di spese appunto forfettarie, stabilite dal coefficiente di redditività in base al codice ATECO. 

A questi costi si aggiungono anche i contributi INPS che crescono all’aumentare del reddito. Chi ha però già un lavoro a tempo pieno e si trova ad aprire una ditta individuale come secondo lavoro non dovrà versare tali contributi.

Gestione dei debiti

Dal momento che l’imprenditore della ditta individuale non può essere distinto dalla sua stessa attività, il patrimonio sarà lo stesso. Quindi in caso di debiti dell’impresa l’imprenditore ne risponde sia con il proprio patrimonio che con quello della ditta. I debiti con le banche potranno essere estinti rivalendosi sui beni dell'imprenditore (immobili, terreni ecc...)

Vantaggi e svantaggi

Come abbiamo detto in precedenza, la ditta individuale è un'impresa gestita da un unico soggetto titolare dell'impresa che può avvalersi di collaboratori sia appartenenti al nucleo familiare sia di dipendenti. La costituzione di una ditta individuale non richiede un atto pubblico e non è previsto un capitale minimo obbligatorio iniziale. Tuttavia, l'imprenditore titolare risponde illimitatamente nei confronti dei terzi creditori e risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti dall'impresa.

Ecco alcuni vantaggi e svantaggi della ditta individuale:

Vantaggi:

  • Semplicità di iscrizione: la ditta individuale è una delle forme di impresa che richiedono meno tempo per iscriversi a tutti gli enti competenti;
  • ridotte spese per la costituzione: non richiede infatti un atto pubblico e non è previsto un capitale minimo obbligatorio iniziale;
  • tenuta della contabilità estremamente semplice, non richiede infatti l'obbligo di redigere il bilancio d'esercizio;
  • accentramento decisionale dell'imprenditore: l'imprenditore individuale ha il controllo completo dell'impresa e può prendere decisioni in modo rapido e flessibile.

Svantaggi:

  • Responsabilità illimitata nei confronti dei creditori e risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti dall'impresa;
  • apporto delle sole risorse dell'imprenditore per finanziare l'impresa;
  • assenza di soci con cui confrontarsi e condividere le decisioni strategiche dell'impresa
  • limitata affidabilità creditizia: l'imprenditore individuale potrebbe avere difficoltà ad accedere al credito a causa della mancanza di una struttura societaria solida.

Riferimenti normativi

L'impresa individuale si identifica nella figura dell'imprenditore. Il codice civile nell'articolo 2082 (qui il dettaglio del c.c.) offre una definizione chiara della figura dell'imprenditore e dei piccoli imprenditori: "È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi". 

Agevolazioni e finanziamenti per le ditte individuali

Le agevolazioni e i finanziamenti per le ditte individuali possono variare a seconda del Paese e della regione in cui si trova l’impresa. In Italia, ad esempio, ci sono diverse agevolazioni fiscali e finanziamenti a fondo perduto per le piccole e medie imprese, tra cui le ditte individuali. Alcune delle agevolazioni più importanti includono:

  • Nuova Sabatini: un finanziamento agevolato per l’acquisto di beni strumentali, come attrezzature, impianti, software, hardware, tecnologie digitali e macchinari, anche se acquistati in leasing;
  • Fondo Impresa Donna: una misura a supporto dell’imprenditoria femminile che prevede finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per progetti d’impresa (visita la guida con gli incentivi per l'imprenditoria femminile);
  • Fondo di Garanzia PMI: un fondo di garanzia che aiuta le piccole e medie imprese a ottenere finanziamenti bancari a condizioni più favorevoli;
  • Piano Nazionale Transizione 4.0: un piano di incentivi per la trasformazione digitale delle imprese che prevede agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali e software innovativi.

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